DUE MODELLI, LO STESSO INGOMBRO
La Serie ONE sono due stufe a pellet ad aria con lo stesso corpo cilindrico in acciaio e le stesse misure, 79 x 45 x 117 centimetri, disponibili nelle finiture avorio, bronze e matt black.
ONE 8s dichiara 8,4 kW di portata termica nominale, 7,8 kW di potenza nominale e un rendimento del 93%, per 70 metri quadri riscaldati. ONE 10s sale a 10,8 e 10 kW con un rendimento del 92% e arriva a 90 metri quadri. Cambia la potenza, non lo spazio da dedicarle: la stessa nicchia accoglie l’una o l’altra, e la scelta si fa sui metri quadri da riscaldare.
Entrambe sono certificate cinque stelle, con Certificato Ambientale D.M. 186, ed entrambe esistono anche in versione canalizzata, per portare l’aria calda in una seconda stanza.
IL SILENZIO SI ACCENDE E SI SPEGNE
La ventilazione frontale della Serie ONE si può disattivare. Con la ventola in funzione il calore arriva in fretta; spegnendola resta la convezione naturale del doppio scambiatore sinusoidale in ghisa, e in casa non si sente più niente.
Gli scambiatori sinusoidali non sono un dettaglio estetico: le superfici di scambio curve trattengono i flussi d’aria più a lungo di quelle tradizionali, e restituiscono più calore a parità di combustibile bruciato.
Anche il caricamento del pellet lavora in silenzio. Il motore brushless a 24 V ruota lentamente e di continuo invece di scattare a intervalli, e nel frattempo consuma pochissima corrente. È la differenza fra una stufa che si fa dimenticare e una che scandisce la serata.
IL BRACIERE SI PULISCE DA SOLO
Nelle stufe a pellet il braciere è il punto in cui si decide tutto: se si incrosta, la combustione peggiora e il rendimento dichiarato resta sulla carta. La Serie ONE monta il braciere autopulente brevettato di Klover, in ghisa: con una rotazione parziale e inversa scarica i residui nel vano ceneri in pochi secondi, e lo fa da solo, stagione dopo stagione.
Accanto lavora il sistema brevettato Pellet Cruise Control, un software del reparto Ricerca & Sviluppo Klover che esegue costantemente la diagnosi della combustione e dei componenti, e tiene la fiamma nel punto giusto senza che nessuno debba intervenire.
Quello che resta da fare a mano si fa dal fronte: tutta la manutenzione ordinaria è accessibile davanti, senza staccare la stufa dalla parete. Su un corpo che può stare a ridosso del muro, cambia parecchio. L’accensione è al quarzo, fino a sei volte più rapida di una candeletta tradizionale, e il palmare touch screen con cronotermostato, il Wi-Fi integrato e l’app Klover Home completano il quadro.
CHE COSA VALE UN PUNTO DI RENDIMENTO, OGGI
Il rendimento è la quota di energia contenuta nel pellet che finisce davvero nella stanza invece di uscire dalla canna fumaria. Per anni è stata una riga in fondo alla scheda tecnica. Quest’anno pesa di più.
Ad aprile 2026 il sacco da quindici chili di pellet certificato ENplus A1 costa in media 7,14 euro, il 30% in più rispetto a un anno prima: sono rilevazioni AIEL. Il pellet resta comunque il combustibile più economico del riscaldamento domestico: un megawattora termico costa circa 99 euro a pellet, contro i 115 del gas naturale e i 194 del gasolio.
Ma quando il combustibile costa il 30% in più, ogni punto di rendimento vale il 30% in più di quanto valeva l’anno prima. Su una stagione intera, la distanza fra un apparecchio che rende oltre il 90% e uno fermo a due terzi non si misura in decimali: si misura in sacchi comprati.
CINQUE STELLE NON È UN BOLLINO
La classificazione ambientale dei generatori a biomassa, da una a cinque stelle, è fissata dal D.M. 186 del 2017, ed è diventata il riferimento con cui le regioni scrivono le proprie norme. In Veneto ogni nuova installazione deve essere certificata almeno quattro stelle; in Lombardia gli apparecchi da zero a due stelle sono vietati dal primo gennaio 2020. Regole analoghe valgono in Piemonte e in Emilia-Romagna.
Il motivo lo dicono i numeri del parco installato. Il Rapporto Statistico di AIEL del giugno 2026 conta in Italia circa 8,8 milioni di generatori a biomassa, e il 79% è fatto di apparecchi due stelle o non classificabili, che da soli producono oltre il 91% delle emissioni di particolato fine del settore.
Il rinnovo funziona: fra il 2017 e il 2024 le emissioni di PM10 del comparto sono scese di circa il 21% mentre il numero di impianti restava stabile. A cambiare è stata la qualità di quel che si installa. Le cinque stelle della Serie ONE stanno da questa parte.
IL CONTO TERMICO 3.0 LAVORA SULL’ACQUISTO
Le regole applicative del Conto Termico 3.0 sono state approvate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 19 dicembre 2025. Per i privati il meccanismo riconosce un contributo fino al 65% sull’acquisto di un generatore nuovo, e non è una detrazione da recuperare anno dopo anno in dichiarazione: è un contributo in conto capitale erogato dal GSE.
L’importo non è una percentuale applicata alla fattura, ma il risultato di un calcolo che tiene insieme la potenza dell’apparecchio, la zona climatica del comune e le emissioni di particolato. Chi emette meno prende di più, ed è per questo che le cinque stelle sono la condizione di accesso.
Per la Serie ONE il contributo va da 681,25 a 2.043,75 euro per la ONE 8s e da 763,65 a 2.290,96 euro per la ONE 10s, secondo la zona climatica. Le schede complete di ONE 8s e ONE 10s sono su klover.it, con la richiesta di preventivo, e le condizioni aggiornate dell’incentivo nella pagina agevolazioni.