OTTO MILIONI DI APPARECCHI, DUE TERZI OLTRE I DIECI ANNI
Il rapporto statistico di AIEL, l’associazione di riferimento del settore delle biomasse legnose, conta in Italia 8.063.896 generatori a legna e a pellet: quasi otto milioni di apparecchi domestici e circa duecentocinquantamila caldaie.
È un numero che racconta un paese intero. La legna e il pellet non sono una scelta di nicchia: sono il modo in cui milioni di case italiane passano l’inverno, spesso nelle zone dove il metano non arriva.
Nello stesso rapporto compare il dato che conta davvero. Il 66 per cento di quegli apparecchi ha più di dieci anni.
DOVE FINISCONO DAVVERO LE POLVERI
Qui il quadro diventa netto. L’80,6 per cento del parco installato appartiene alle classi ambientali più vecchie, e da solo produce oltre il 90 per cento delle emissioni di polveri sottili dell’intero comparto.
Detto al contrario: gli apparecchi recenti sono la maggior parte del calore prodotto e una frazione minima delle emissioni. Il problema non è la legna. Sono le macchine vecchie che la bruciano male.
Lo conferma l’andamento degli ultimi quindici anni. Le emissioni di polveri sottili attribuite alle biomasse sono scese da circa 72.000 tonnellate nel 2010 a circa 60.000 nel 2023: quasi il 40 per cento in meno, mentre il numero di apparecchi installati cresceva. A fare la differenza è stato il ricambio tecnologico.
COSA SEPARA UN APPARECCHIO DI OGGI DA UNO DI VENT’ANNI FA
In un apparecchio di vecchia generazione la combustione è in buona parte lasciata a se stessa: il combustibile brucia, l’aria entra come può, il rendimento dipende da come è stata caricata la camera.
In un apparecchio moderno ogni passaggio è governato. L’aria viene dosata, il combustibile viene misurato, la combustione viene tenuta nel punto in cui è più completa. Meno incombusti significa meno polveri, più calore dalla stessa quantità di pellet o di legna, meno residui che sporcano l’apparecchio.
È su questo terreno che lavorano le tecnologie sviluppate da Klover, dalla gestione progressiva della combustione del Pellet Cruise Control al braciere autopulente brevettato, che tiene libera l’aria che alimenta la fiamma. Non sono dettagli da scheda tecnica: sono esattamente ciò che separa la classe più alta da quella più bassa.
CENTO MILIONI PER MANDARE IN PENSIONE I PIÙ VECCHI
Che il ricambio sia la strada lo dice anche il Piano di Azione Nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2025.
Il Piano destina fino a 100 milioni di euro alla sostituzione dei generatori a biomassa di classe 3 stelle o inferiore con apparecchi certificati 5 stelle, o con pompe di calore, anche abbinate al fotovoltaico. Le risorse sono riservate in via prioritaria ai territori soggetti a procedura di infrazione per la qualità dell’aria, quindi in buona parte alle regioni del bacino padano, e sono cumulabili con il Conto Termico.
Le modalità operative sono in capo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Vale la pena tenerle d’occhio, perché la platea è enorme e le risorse sono a esaurimento.
IL CONTO TERMICO, INTANTO, È GIÀ APERTO
Lo strumento operativo oggi è il Conto Termico 3.0. Il portale del GSE dedicato alle domande è attivo dal 2 febbraio 2026 e ha già dovuto chiudere temporaneamente il 3 marzo per il numero di richieste arrivate, per poi riaprire il 13 aprile.
Due dettagli pratici valgono più di ogni altra considerazione. Il primo: la domanda va presentata entro novanta giorni dalla fine dei lavori, e oltre quel termine l’incentivo non è più ammissibile. Il secondo: il portale calcola in anticipo l’importo spettante, quindi la cifra si conosce prima di decidere.
LE CINQUE STELLE, E DOVE LEGGERLE
La classificazione ambientale dei generatori a biomassa nasce con il decreto ministeriale 186 del 2017 e assegna da 2 a 5 stelle: più stelle significano combustione più efficiente ed emissioni più basse. Dal 3 agosto 2026 la classe 5 stelle è anche la soglia di accesso agli incentivi.
È l’informazione da cercare per prima, e si trova nella scheda tecnica di ogni apparecchio. Sulle schede dei prodotti Klover è indicata come certificazione 5 stelle.
Per chi ha in casa un apparecchio che ha superato i dieci anni, la convenienza a sostituirlo non è mai stata così concreta: consuma di più, rende di meno e sporca l’aria che respiriamo tutti. Le agevolazioni applicabili sono raccolte nella pagina Agevolazioni; per il caso concreto il riferimento sono i rivenditori della rete, che conoscono le misure attive nel proprio territorio.